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    June 20

    il Nippomane

     

    e mente voi vi fate 4 risate, io mi ci ritrovo perfettamente

     

    ATTENZIONE!

    La lettura di questa pagina potrebbe distruggere i tuoi
    sogni, la tua infanzia ed il tuo ego.
    Tenere accuratamente lontano dalla portata dei bambini.

     

    Prima di tutto bisognerre definire l'origine e la risorsa primaria di questo intervento: il Giappone (conosciuto anche come Giapponia o Giappolandia), è una nazione a forma di robottone gigante che si trova in mezzo ad un asse fra Germania e Italia, nella vallata di Final Fantasy.
    I suoi abitanti, caratterizzati dal fatto di essere dei cartoni animati, vivono felici e contenti sapendo che se casomai Vega dovesse invadere la terra, ci sarà qualcuno che andrà e distruggerà il male.

    Il Nippomane è colui che vorrebbe essere giapponese, ma non lo è.
    Per sopperire a questa grave malformazione, gli appartenenti a questa casta decidono di negare la propria natura e di imitare, per quanto riesca loro possibile, lo stile di vita dei veri giapponesi. Con risultati che vanno dall'esilarante al patetico.

    L'età e l'esperienza può metterci di fronte a numerose e differenti varietà di Nippomani, ciascuna con le sue peculiari caratteristiche.

     
     

    I giovani Nippomani

     

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    Godzilla mentre distrugge Tokio visto da un nippomane
     
     
    I giovani iniziano la loro metamorfosi in Nippomani grazie alla visione degli anime trasmessi da Italia1 o MTV. Per questo agli inizi sono perlopiù Bimbiminkia convinti che il Giappone sia un luogo fatato, in cui la scuola sia soltanto un'occasione per rimorchiare, fare casino o scoprirsi geni dello sport; un luogo in cui è possibile trasformarsi in fate, sirene o spose dopo aver dialogato con un qualche animale; un luogo in cui ci sia un torneo d'rti marziali al giorno, festivi inclusi.

    Insomma, affascinati dalle meraviglie accuratamente filtrate e distribuite da fumetti e videogiochi messi in giro da malvagi scienziati giapponesi, i giovani Nippomani in erba iniziano a maturare il loro desiderio di fuga dal loro paese di merda, in cui ancora si pensa che i cartoni animati sia roba per bambini ed in cui non si usano le bacchette per mangiare. Inizia dunque una fase di adorazione per qualunque cosa abbia a che fare col Giappone, dai Samurai al Bukkake, contemporanea al rigetto per tutto ciò che non ha nulla a che fare con esso.

    Il giovane Nippomane inizia così col diventare un Funboy o una Fungirl, ma all'ennesima potenza: non si limita come questi alle solite pippe mentali fanfiction, fiere del fumetto, sessioni di cosplay ed ingiurie verso le regolari censure della Mediaset......La sua passione va ben oltre.

    Innanzitutto, qualunque cosa viene sostituita dalla sua variante d'origine nipponica; sul suo ipod figurano solo brani J-Pop, J-Rock e J-Metal. Hentai e Yaoi prendono con prepotenza il posto che fu dei Porno e di Maria de Filippi. I poster di gente come Raul Bova o Sabrina Ferilli spariscono, per far posto a gente come Gackt o di qualche Idol a caso. Qualche coraggioso tenta l'approccio al sushi anche se, a dire il vero, se non si tratta d'un coraggioso giovane Nippomane ricco o di uno con affidabili fonti d'informazione, il suo rapporto col sushi terminerà lì.

    Il giovane Nippomane trae estremo piacere dal ricoprire le sue possessioni con ideogrammi, e farcire le sue firme sui forum, i suoi messaggi su MSN, i muri della propria camera con frasi in giapponese, incomprensibili ai più. Grazie alle note a piè di pagina di alcuni manga, imparano qualche parola o ideogramma qua e là ed in particolare espressioni come oyasumi e kawaii che tenderanno a ripetere o riscrivere fino alla nausea, spesso nelle occasioni meno opportune. Tutto questo sarà fonte di gioia per i loro amici e compagni di classe che, esasperati, tenteranno ripetutamente di ucciderli.
    Per chiudere in bellezza questo ameno ritratto, il giovane Nippomane si autodefinisce, ostentando un certo orgoglio, un vero Otaku. 


    I Nippomani Adulti 

    Con il concludersi dell'adolescenza il giovane Nippomane si trova di fronte ad un bivio: scegliere se diventare una noiosissima persona normale  oppure evolversi ancora. Nel secondo caso, il giovane nippomane può trasformarsi in un simpaticissimo ma ignorante sborone o affrontare i numerosi rischi comportati dallo studiare realmente la cultura Nipponica.

     

    I Nippomani ignoranti e sboroni

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    I nippomani ignoranti e sboroni sostengono di potervi tradurre roba come questa all'istante.

    Se il Nippomane decide d'intraprendere un qualunque corso di studi che non sia Lingue Orientali o inizia a lavorare, può capitare che decida di provare a studiare per conto suo la lingua. Qualunque personaggio dotato di buon senso, dopo qualche tentativo, si rende subito conto di essersi inoltrato in qualcosa di pericoloso ed insensato e per questo lascerà subito perdere, preservando la sua sanità mentale.

    Ma non gli ignoranti e sboroni. Loro persevereranno. Cercheranno di tentare l'approfondimento, ma, visto che tempo e voglia non glielo permettono, si limiteranno a quelle quattro lezioni di base reperibili in decine e decine di siti per Nippomani sparsi per la rete. È in quel momento che questa terribile tipologia di Nippomani mostra proprio egocentrismo al mondo; subito iniziano ad apparire ovunque frasi in Giapponese scritte da lui, tutte regolarmente fatte alla cazzo di cane. In qualunque caso, non correggetelo. Mai. Non ammetterà mai e poi mai d'aver sbagliato. Potreste anche essere Maria Teresa Orsi in persona, ma se solo oserete criticare una delle sue nipponate, lo sborone vi taccerà d'ignoranza e vi dimostrerà le proprie ragioni prove e fonti alla mano. Ovviamente, prendendovi a male parole.

    Il Nippomane ignorante e sborone raggiungerà il culmine del proprio essere solo quando cercherà di propinare in tutti i forum ed in tutte le comunità che frequenta, anche quelle meno indicate, le proprie lezioni di Giapponese. Peccato che che si riveleranno puntualmente dei semplici copia-incolla provenienti dagli stessi siti da cui lui si è documentato per i suoi pseudo-studi.

    Fortunatamente, giunti a questo punto, la fede dello sborone inizia inesorabilmente a crollare: subissato da richieste di spiegazioni di natura grammaticale o, peggio ancora, da richieste di traduzione di parole a caso da parte dei Giovani Nippomani, capirà d'essere del tutto incapace ed inadatto. Nonostante questo, non si arrenderà. Non subito perlomeno. Prima andranno a piangere dai Nippomani Coscienti, sperando di ricevere così l'illuminazione. Non vi preoccupate però: prima o poi saranno costretti a mollare, abbandonando il proprio egotismo e, progressivamente, la propria passione per la lingua Giapponese. Ogni volta che accade, nel mondo risorge una fata.

    I Nippomani Coscienti

    A volte il giovane Nippomane illuso decide di compiere il grande passo e studiare una volta per tutte la lingua e cultura Giapponese e anzi decide di farne la propria scelta di vita.

    Presto si accorgerà d'aver commesso il più grande errore della sua vita.

     

    June 17

    pre-esami

     
    LA (MITICA) FASE PRE-ESAME

    30 giorni prima.
    Vaga preoccupazione. Ottimismo. Acquisto del libro, si cerca di capire
    cosa c'è da fare, si indaga sull'eventuale esistenza di dispense, etc.
    28-30 giorni prima.
    Comincia la lettura del libro/dispense. La cosiddetta, 'prima
    passata'. I primi due giorni sono di training autogeno, per cui ci si 
    accontenta anche di un numero minimo, 'sindacale', di pagine al giorno. E' il
    cosiddetto primo approccio, solitamente si è abbastanza concessivi.

    24-28 giorni prima.
    Si cerca di acquisire dei ritmi. Si naviga su un numero medio 
    pagine/ora abbastanza congruo, ritmi umani ma produttivi, si ha un vago 
    senso di ottimismo e soddisfazione. La prima settimana va liscia che è una 
    meraviglia.

    20-24 giorni prima.
    Il fine settimana è libero. La seconda settimana ricomincia
    precisamente cadenzata. Ogni tanto ci si
    concede anche un'uscita la sera senza fare tardi, alle volte anche facendo
    tardi. Vaga sensazione di ritardo rispetto ai tempi pur facendo una
    soddisfacente quantità di pagine al giorno. Si resta invariabilmente un
    pochino indietro rispetto ai programmi.
    14-20 giorni prima. Prima fase del 'sto indietro, cazzo'
    Dalla fine della seconda settimana iniziano i primi, latenti segni di
    psicosi. Risulta evidente che, pur avendo letto tre quinti del programma,
    il tempo comincia a stringere. Malgrado siano passati già una quindicina
    di giorni abbastanza pressanti e ripetitivi, si percepisce una certa
    insoddisfazione: infatti, pur essendo i risultati congrui alle ore
    dedicate, e malgrado i ritmi siano stati tutto sommato rigidi, comincia 
    l'esclamazione più ripetuta da uno studente: 'Sto indietro, cazzo'.
    Tocca accelerare, per forza. Comincia la spirale autodistruttiva.
    8-14 giorni prima. Seconda fase del 'sto ancora indietro, cazzo'
    Il programma sembra allungarsi giorno dopo giorno. Nascono difficoltà, 
    incomprensioni, frustrazioni. Alla fine della terza settimana arriva la
    consapevolezza che mancano circa otto giorni. L'effetto è quello di un
    frontale col tram. E' il panico. Mancano ancora diversi capitoli.
    Cominciano processi di abbattimento di autostima, la visione della vita
    acquisisce tinte fosche, raffigurabile come 'un tunnel in cui l'esame
    rappresenta la luce, e le pareti il senso opprimente del tempo che
    passa...' (uno studente del sesto anno, poi uscito dal tunnel).
    Cominciano i cambi d'umore.
    6-8 giorni prima. Fase dei cambiamenti d'umore.
    All'inizio della quarta settimana saltano fuori i più assurdi
    imprevisti: influenze, matrimoni, parti, improbabili incombenze
    burocratiche, di tutto.
    Il risveglio è la fase più complicata, deprimente e dura: ci si alza con
    un'agghiacciante sensazione di acqua alla gola. I cambi d'umore passano da
    tre volte al giorno (mattina/pomeriggio/sera, variabili
    sull'incazzato/depresso/iperproduttivo) a tre volte all'ora. Per essere
    esatti, si va da fasi di profonda sicurezza (ce la faccio, ce la faccio,
    so potente, ora studio, ce la faccio) ad abbattimento (è la fine, sono
    fottuto, cazzo, non ce la faccio) ad autocommiserazione (sono un coglione, 
    non è possibile, è da tre settimane, ma che cazzo, ma come ho fatto).
    4-6 giorni prima. 'Fase fotofobica/irritabile/cefalica'
    Tra i quattro e i sei giorni prima si comincia a trascurare ogni forma
    di vita, inclusa la propria. Si sviluppa fotofobia, irritabilità, cefalea,
    ed andare a prenotarsi costa un'enorme fatica. Vi autografate e ve ne
    tornate a casa, stupiti di quanto sia colorato e luminoso il mondo rispetto
    al vostro libro e alle vostre dispense. Tutte quelle forme di vita.
    Incredibile. Siete improvvisamente consapevoli che, a parte che con il
    libro, le dispense e gli schemi, non siete molto socievoli.

    3-4 giorni prima 'Fase 'sto alla frutta' '
    Tra i tre e i quattro giorni prima le crisi di stanchezza si fanno
    drammatiche, tanto da riuscire a mangiarvi anche mezza giornata alla grande. Si
    alternano a fasi di iperproduttività, anche perchè se il meccanismo
    autorigenerante del panico ha attecchito a dovere, l'unica cosa che vi
    lascia tranquilli è ripetere all'infinito, possibilmente fino alla perdita
    di coscienza.
    Cominciate a usare sovente l'espressione 'sto alla frutta'. L'abbrutimento
    è parte essenziale del vostro modo di essere. Promettete che mai più, mai
    più vi ridurrete in questo stato. Poi ci pensate un attimo e pensate, beh,
    meglio non promettere.
    3 giorni prima 'Fase 'non so un cazzo' '
    Tre giorni prima è il momento cruciale. Si decide se si andrà o no.
    Esistono pochissime persone al mondo che si sentono preparate, tre giorni
    prima, per cui in realtà la domanda che più correttamente ci si pone è
    'Quanta brutta potrà essere la figura di merda che andrò a fare?'.
    Comincia la filastrocca dei 'non so un cazzo', ripetuta farneticando, gli
    occhi spersi in un furioso panico.
    Se si decide di andare fino in fondo, si autoproclama lo 'scontro finale',
    un'improbabile prova di resistenza fino alla sera/notte/mattina finale.
    La sensazione è quella di aver appena deciso di andare a correre bendati
    per il Raccordo.
    Se si decide di cedere, è un ritorno alla vita che all'inizio ha un
    profondo e rigenerante effetto euforizzante, e solo un pochino lascia il
    sapore dell'amaro, prontamente sommerso dal senso di autoconservazione
    che, temporaneamente, si era dovuto annullare
    2 giorni prima. Fase dell'apprendimento al 200%.
    Caratteristica di questa fase, se si è deciso di andare fino in fondo,
    è che si sa con consapevolezza che il giorno dopo sarà il panico, per cui
    l'ideale sarebbe cercare di finire il tutto. Se ci sono ancora cose mai
    ripetute, si acquisisce un bonus nell'apprendimento del 200%: una capacità
    di memorizzazione inaudita vi permetterà di imparare cose che, nella vita
    quotidiana, impieghereste mesi ad apprendere. Il tutto al prezzo di una stanchezza e di
    una psicosi ormai non più occultabili.
    Notevole la capacità di addormentarsi a comando.
    Il giorno prima, fase del 'Col cazzo, non ci vado'
    I momenti peggiori della storia. Si va dalla lieve insicurezza al
    panico cupo e profondo. Sono i momenti in cui, con più accanimento, vi
    chiederete perchè cazzo avete fatto sta facoltà (solitamente la mattina
    dell'esame siete troppo distratti per pensarci).
    Se riuscite a tenere i nervi saldi, magari arrivate vivi all'esame.

    In realtà, il momento migliore, in assoluto, resta la mattina.
    Voi e i vostri occhi, quei cinque secondi in cui davanti lo specchio vi
    rendete conto che si, è la mattina, è proprio quella mattina, mentre vi
    preparate, è il momento, pensate, 'oh porca puttana', facendo appello a
    tutte le forze, 'oh porca puttana ladra', l'adrenalina alle stelle, il
    rincoglionimento, la consapevolezza che, cazzo, dovrà passare pure 'sta
    mattinata tra qualche ora, e che cazzo speriamo andrà bene, insomma.
     
     
    +incociamo le dita+

     
    June 02

    me, u and the other one

    i dont wanna u in my life anymore.
    i wish i could hate u for the rest of my life, but instead i keep on leaving u by my side.
    evey night.
    every day.
    u, still contagious and mortal.
    u dont leave me, never. u are like a shade in my life.
    but i learned how to survive, how to smile in front of other, how to control my pain, how to be not-myself with my own self
    u taught me how to lose control, how to cheat, how to...hate you.
     
    and the last thing u gave me was the bitterness.
    the incapability of living.
    the impossibility of returning to my self, the one i loved the most, the one who saved me.
     
    do u remember me?
    do u remeber who and how i used to be?
     
    and now i look in the mirror and i see you.
    u are like a double figure that smile in that fucking mirror, hoping that u still have the power to destroy me.
    hoping that u will stay with me forever.
    but now, let me speak, let me scream that YOU are not a part of my life anymore.
     
    i still have to fight.
    i still have to.
     
    stay in that mirror.
    stay trapped there.
     

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    and now touch my hand...and leave....
    it comes HER time
    .

    i dont wanna u in my life anymore. u Kill me